Skip to main content

Full text of "LuceEOmbra_Millesimo"

See other formats


Anno XXIX - Fasc. 2-3 


Conto corr. con la Posla Febbraio-Marzo 1929 


LUCE E OMBRA 

Rivista Mcnsilc di Scicnzc Spiritualiste 



E. Bov./.A mo: A proposito iklle c^jierienze di Mille»inm . . Pag. , , 

K. Froi : Conowrcnza ed r%pcrirnza di fronte ai problem! della 

Mctup*i< hira (torn!, t tint) .» 7 2 

G. .Morelii: Enrico M«>r*elli c la lopravvivenxa deli'anima . - 

A. Bri'kks: T. Mamiani. A. Chiappclli c la Kiccrca Psichica . • S 

K. Bo//aho: Precogniaioni, preraonizioni, profe/ie (con/innas.) • 

La Kf.DAZIomk: Spiritualisms e sociologia criminate .... </» 

A. Tori: Gli Alii del y Ci»ngre>so di Kicerche Psichichc . . • 104 

G. Plot I La prcghicra ...... • i<*» 

G. PUOI.IOM Kivelaxionc media moa di un aniico medicaments . 114 

M. Ran**o D'AraOona : Lo Spiritisms nel Hradle. 11M 

C. Dm. I.ukgo: II Padre G. Gisvannozxi.• 1 22 

Problem 1. ipo/eti e chiarimenti; C. Dei. Lukgo: Xota alia se- 
dula di Genova — A proposito degli a^glumcrati di piumc . 


Seerologio . E. Morsclli — A. Schrvnck-Nouing — A. Pap|>alardo . i^S 
/'a fthisie r GiornaK: La Redaziose: A prop«>*ito di eape- 
rienze psichiche nelle Catacombc romane - E. Servadio : 

II lluido umiino — G. Pioli : Lc • voci diretie in Italia » 

• Esperienze telepatichc - La Rkdazione : Etcrc e materia » 131 

/ Libri: K. SikvaihP: F. Divoirc: Pourquoi je erois ti I'Oc- 
cultisme — E. QVADRBMJ : G. Tnntolini : La u lection du 


vrai — J. Van- der Leenv: Dei in esilio — L. Graux: El 
Mansour le Dorc — X: P. Martinctti: La LiberId . • 130 

Libri ricetmH .» 144 


DI R EZION E E A M MINISTR AZIONE 

~ ~ — ROMA (130)-Via Carducci, 4 - ROMA (130)=— — _ 

Telbfono 33-880 


FASCICOLO Dor 








SOCIETA DI STUDI PSICHICI - ROMA • MILANO 

Sede : ROMA — Sezione : MILANO 

S C O P O DELLA SOCIETA. 

Lstratto dcllo Statuto. 

Arc. i. — E costituita in Milano una -Societa di Sludi Psichici* con 
intenti esclusivamente scientific!. 

Art. 2. — Scopo della -Societa* e lo studio dci fenomeni ancora raal 
noti e che si sogliono dcsi^narc coi uomi di: , 

Teas mission* e If It nr a del gensiero. Te/efiafia. Ipnotismo e sonnambulismo. 
Suggestion* e autosuggestion. Fluidi e forte mal definite, mediani/i e 
sfnritismo. 

II termine • spiritismo • non ha in questo caso carattere di alfermazione 
aprioristica. ma di classiticazione e di valore convsnzionale. 

Art. 4. — II metodo che s'intende seifuire e quello posilivista hasato 
sulla ricerca sperimentale. 

COXSIGI.IO DIRE 1 TIVO. 

President* KfIf tine 
Achii.LK Kk lose it 1 
. Segretario generate 

Asgelo M*n/o«tn, Dir. di • fare e Omhra • 

Comtig/ieri 

RotZANo Eknmio — Skrvaiiio /tot/. Gurt.to — Vm./asi Piof. Victor ixu 
ROMA MILANO 

Segretario • Angki.o Muiaikah Segretario: Dott. C. Al.ZoKA 

Viet-Segretario: Axtohiu Bri'm* I'lre-Segretario : As-.iti o Baccioai.UPPI 
SOCI ONORARI t*>. 

AUuna Pott. Carlo. At,tone — A".|re* prof Angel*. Jr IT l/ttrertua J> Parma — llo//.no Krnuio, f/rwi 

— Hruer* Anwirno, ReJattort . ago Ji •lute e Umh.j • Roma — Casalll Viarmto. Xafioh, — Carrrrai 

F.nnco. 1, — l.nirnii) / VH. Arm I do. if m-t - Chup(*»lli Prof. Alr.samlro, Senatore Jti 

Regio. A<»/-«/ — IV s.».ua IimiIo 4 rr. J. .MhnM. Pirell. Jr,la Rirnla • S.imJmi t\>,Him •. Li- 
sbina Dtagomiresca Julio. Ptrett Je!!a R<rnta • Cur tint ■. Rmareit — Fmnnaik Han*, Ber/mt 

— fannl Prof, Cg». -- IjucmM A Corf.. La*lt;e /'ref 'Jli.er, JftP Van <•» n/<» JI 

/lirmiui'i.tm - Ma.saro /Vff. iKiomm. J>! .!/.«*/..*«me J, Palermo — Mai well Prof. |oK*b, /'••- 
n,rater, delta Crete A ft* Ho Ji Bor Jeanx — Monili Arr Iwhrtdr, Boma — Porro Prof Krancfteo, 

Jett' UnieeriiU J> Gent', a -- K >«'&•' Pietro. O'be!ells — Ktchei P'ef. Charle*. Jetlm Sorieaa. Pangt 

— Sac.hi Art. Alessan.tr.*, ttema — M.. /'»»»/» — Scotn Prof. (iinlio. At,lano — Senigaglia Car. 

Ginn. Roma — Sulll K.«i Arr. GMneppe, At,line — Vrr*h»o Pelt. Ao^lmu, A ’em-York — /.ilmann 1 
I’.iul, theet tare Jr I la • .Vena Atetofki 1.. He R’.nJ,, htu. •. Geeti Lnkle/fUJe i Berime) — Zirgaropoli , 
Arr. F’rancc»co. A ‘afah. 

IlKCESSl 

Antonio Fifitu'n, Senatare Jet Regno, PrrnJente onora*to 
* Mono Odurico, Pefinfata at Pa'L j me tie, Vue-greuJette eg,tuta. 

I>e A (hern* C Kiecardn — Hnd t »n RuharJ — J»4ko Jujur* .|e Narkienriec — Sanungelo 

Pell Nvula — Va«vi..d l.u Arnudo —C**i .•gnett lvliuriio — M l/^er Prof D.iriele — Kadice P. Hug 
tf«o - l'a»«*ro tne. Prof. Hnrico — Kirvlac /hit. ll<p|o!yM — F «> ’let P'ef. Aurdiano — t.-mbrow Prof. 
•Je.are — l)aw»m K>>gec» E. — Smith Car. VI. |.n-» — l.’.TrrJucci //oil. Comm. Achille — Monnoti 
Comm. Kruno — Mo uonniet Prof. C. — IV Rochas Cente — rurbigho /Vrf /*r. Alessandro — 

D'Angr.v^na itarchete G. — Capua na Prcf — Visani Sco/u Dolt. Paoio — Farina Comm. Sa Ira lore — - 

Crookes Wili-.am — Cipriani Ore»te — llysiop Prof. II. Jam's — Flournoy Prof. Theodore — Kahn Mai — 
Maler Prof. Port. F’nedn.h — iVviri P i: O. — Tnmmolo Prof. Vmcenro — Falcomer Prof. M. I\ — 
Caccia Prof. Carlo — GriiBni Doll. Eogeaio — Fummin.iD Camille — Barrett Prof. \V’. P. — Delanne f • 1 
/"f. tiabnel — LF-m* lAm — Tanfanl Prof. Achi.le— Mocselli prof. Enrico— Pappa'ardo Prof. Armanilo j 1 j 

III A termine deU'art. 7 della Statuto poswoo «.vre &00 on.»rari: ,1. Le penoaahii beneinerue deglt . I 
Itudi che forma no lo senpo della Societ*. I cienapondenti ordinan dell’ Istuuto. 



LUCE E OMBRA 


La Dim ion* rupend* dell' indinzia generate della Rivitla 
ma lama hb*ri * rtipontabtli mil* lor* adermauom I ungoh Collaborator!. 


A PROPOSITO 

DELLE ESPERIENZE Dl MILLESIMO 

(RlSPOSTA A! MIEI CRITICI) 



Colgo l'occasione del presentc intermezzo di sosta nellc nostre 
esperienze di « voce diretta *, per illustrarne la validita scicntifica, 
e lo faro rispondendo a talune critiche formulate in Germania 
sulle esperienze stesse, critiche chc si riferiscono ai sistemi di 
controllo, scientificamente deficient!. con cui si sarebbero svolte. 
Coloro che formularono tali critiche furono i professori Schrenck- 
Notzing e Rudolf Lambert, yuest'ultimo spccialmente si espresso 
con frasi inopportune e chc meriterebbero risposta; cio nondimeno 
io mi asterro rigorosameutc dal farlo, giacchc intendo mantencrc 
la discussione in un'atmosfera serenamente obbiettiva, contrappo- 
nendo fatti e poi fatti alle generiche, superficial! e pedanteschc 
obbiezioni altrui. E non i neanche il caso di citare brani dclle 
critiche in discorso, giacche si tratta di osservazioni d'ordinc ge¬ 
nerate vertenti sulia circostanza che non si erano adottate misure 
rigorose di controllo personate dei mediums, quali, ad esempio, 11 
prof. Schrenck-Notzing non manca mai di applicare allorche espe- 
rimenta coi mediums fratelli Schneider. 

Ora io convengo francamente che in linea di massima. i nostri 
critici hanno ragione; il che, perd. non signihea che le nostre espe¬ 
rienze non rivestano valore scicntifico. 

E mi accingo a dimostrarlo sulia base dei fatti; ma prima di 
cominciare, ritengo opportuno accennare a talune considerazioni 
psicologichc e morali riguardanti le indagini metapsichichc ed i 
mediums; considerazioni che risultano di non lieve importanza dal 
punto di vista scientifico, mentre valgono altresi a giustificare la 
non adozione, da parte nostra, di sistemi di controllo rigorosa- 
mente personali. 

Ed anzitutto mi lusingo che i nostri critici non avranno diffi- 



50 


ERNESTO BOZZANO 


colta ad ammettere cbe una enorme differenza esiste tra un gruppo 
sperimentatore, il quale si vale di mediums professional!, ed un 
altro gruppo il quale esperimenta con mediums privati, fomiti di 
coltura superiore, e in condizioni sociali privilegiate. Cosi dicendo. 
io non mi riferisco per ora alia circostanza indubitabile delle due 
diversissime condizioni di sperimentazione, le quali non possono 
moralmente e psicologicamente equipararsi. ma mi riferisco bensi 
all’altra circostanza che nel primo caso risulta esclusa ogni consi- 
derazione riguardante le possibili suscettibilita personali dei me¬ 
diums, visto che se si tratta di professionisti, costoro debbono accet- 
tare le indispensabili condizioni di controllo inerenti alia loro pro- 
fessione; nel secondo caso, invece, in cui si tratta di mediums pri- 
vali, i quali si prcstano volontariamente. senza secondi fini utilitari, 
all’infuori dell'interessc grande in essi risvegliatosi per le nuove ri- 
cerche, deve riconoscersi che le considerazioni intorno alle suscet¬ 
tibilita personali dei mediums, e sul sentimento della loro dignita 
di gcntiluomini, assume importanza decisiva. £ vero che tra i me¬ 
diums privati si rinvengono talora persone a tal segno pervase da 
spirito di sacrificio in omaggio alia scienza, da tollcrare qualsiasi 
umiliazione che loro vcnga inflitta. Costoro mcriterebbero di essere 
collocati tra i santi martiri di un futuro calcndario della metapsi- 
chica; e cosi dicendo. io pcnso alia medium nord-americana si¬ 
gnora Margery Crandon. e al suo degno consorte dot?. L. Crandon, 
i quali si sottomisero a tutte le prove, a tutte le umiliazioni pur 
di arrivare a convinccre gli uomini di scicnza intervenuti alle loro 
esperienzc. Tale spirito di sacrificio e invero ammirevole, ma non 
si potrebbe ragionevolmente esigcre che tutti i mediums privati 
abbiano a tramutarsi in aspiranti alle palme del martirio. K in¬ 
vece umano che molti tra essi risentano vivissimo il sentimento 
della loro dignita personate; il che e piu che mai concepibile nel 
caso nostro in cui si tratta di un mcmbro della piu alta aristo- 
crazia italiana. il quale ha intraprcso le proprie ricerchc nclla spe- 
ranza di pervenire ad entrare in rapporto con l'adorato figlio dc- 
funto, senza preoccuparsi del lato scientifico degli esperimenti, e 
meno che mai del lato propagandistico. Appare quindi molto na- 
turale che quando s'interpellano su certi delicati argomenti i me¬ 
diums della categoria in esame. essi rispondano fieramente che 
non intendono di essere sospettati, e che coloro i quali esi- 
gono controlli personali umilianti. possono starsene a casa. giacche 
nessuno sente 1’urgenza di convincerli. Xiun dubbio puo csistere 
circa il loro pieno diritto di rispondere in tal guisa; senonche mi si 



A PROPOSITO DELLE esperienze di millesimo 51 

potrebbe osservare chc se tale loro diritto appare incontestabile, 
cio non impedisce che dal punto di vista scientifico debba conclu- 
dersi ugualmente alia invalidita di una serie di esperienze con- 
dotte senza rigorosi controlli personali dei mediums. Adagio: io 
dimostrero sulla base dei fatti, che in tema di controlli e di vali¬ 
dity scientifica, si e tenuti a procedere analizzando caso per caso, 
e non mai pedantescamente a colpi di dogmatismo scientifico to- 
talizzatore; e si e tenuti a procedere caso per caso in quanto la 
esperienza dimostra che possono darsi serie di esperienze metapsi- 
chiche. le quali risultino scientificamente validissime anche all’in- 
fuori di ogni controllo personale dei mediums. 

Concludo pertanto quvsta mia discussione preliminare osscr- 
vando che quando i critici scientific non tengono conto alcuno 
deU'enorme difFerenza che passa tra un medium professionista. il 
quale concede se stesso senza motivi ideali di sorta, e un medium 
privato, di alto lignaggio, fornito di vasts coltura. il quale fu tratto 
ad iniziarsi alle nuove ricerche in causa di una tragedia famigliare 
occorsa alcuni me si prima, e quando. per soprappiu, i critici mede- 
simi pronunciano giudizio senza curarsi di analizzare i fatti, coi 
quali soltanto si perviene a risolvere il dibattito. allora e palese 
che ci si trova di fronte a una forma di dogmatismo scientifico 
totalizzatore, il quale non i ragionevole. e si denomina pedanteria. 

Comunque, tutto quanto precede non k che il prologo teoretico 
dell'argomento in discussione. Veniamo alia parte pratica, in cui si 
analizzano i fatti. 

E comincio con un interrogativo: In quali circostanze 1 con¬ 
trolli rigorosi intorno alia persona del medium debbono conside- 
rarsi indispensabili ? La risposta e semplice: Salvo casi speciali, 
ci6 avviene ogni qual volta i fenomeni si estrinsccano a breve di - 
stanza dal medium, e sono d'ordine puramente fisico. Questo era il caso 
dell' Eusapia Paladino, come e il caso dei fratelli Schneider, coi 
quali esperimenta il prof. Schrenck-Notzing. Quando cio si veritica, 
allora e palese che il controllo rigorosissimo dei mediums, fino alia 
pedanteria. appare letteralmente necessario; e non gia soltanto al 
fine di eliminare ogni sospetto di frode cosciente. ma soprattutto 
onde premunirsi dagli inevitabili automatismi subcoscienti. sugge- 
stivi ed autosuggestivi. di un medium immerso in sonno sonnam- 
bolico. 

Cid posto. deve riconoscersi che i rigorosi controlli con cui il 
prof. Schrenck-Notzing circonda la persona dei propri mediums, 
sono pienamente giustificati. ma la cosa e infinitamente diversa 



EMtSTO BOUAXO 


i* 

nella circostanxa delle inure eaperiente di XUllesimo. in cut anche 
i lenomeni piu elementari tod ilnno per uli da noi considcrati 
in rapporto al lenomeni maggiori'. appariac-.no giit di natura ule 
da eliminarc di un colpo ogni unpedo di (rode, i» fuiM riiHlIa 
impttmk rftcnrrU ,0m M* /rmmdmUmh. 

Coai dicaai del lenomeno consorto ton cui a'iniriano le nostro 
aedute: quello delle trombe acualtcbc. cerchiate di tintura lumi- 
nou. le quali a'innalrano di acatto lino al aoffiito. volteggiando velo- 
oaaime in tutte le dire/ioni. per pni ditrradera in me/to al circolo, 
loccare il medium aul capo e ifli altri nolle ginorrhia in segno di 
aaluto; e cid con pceo atone inlallibile. malgrado la piena oacurili. 

Si domanda come mat potrebbero ottenerai con la (rode rtaul- 
tali simili, dato cbe la prima parte del lenomeno non potrehbe 
nr a ruche conarguirai aaWodo aopra on Uvolo raiatente nell’angolo 
della camera, visto cbe in tal caao le trombe dovrebbreo volteg- 
glare conlinate In quell'angolo. laddove invece gulf ratio libera* 
mentr per la camera. | neancbr potrebbrai obbirttare cbe 1*1- 
tetra a cot al elevano riaulta difficile a valutarai nelle lenrbre. 
glaccbe tale obble/Wme * annullata dal (alto cbe quando le trombe 
lumlnoae volteggiano in alto. riachUraoo a train il aorttto. Quanto 
alia aeconda parte del lenomeno. in cui le trombe in diacorau toe- 
cano tutti i preaentl con preckaionc inlallibile (lenomeno. del reaio. 
cbe ai realuta ad ogni momento in circontanre di gran lunga piu 
aiupelacentik non potrrbbr apiegarai arnooche ammettendo cbe I 
noalri mcdluma (oaaero dei • nictalopi •. Ora I «nictalopi • aono 
rariaaimi nel conaortio smarm. e ritengo cbe tutti mi crederanno 
quamlo aflrrmo cbe I noalri mediums non aono • nictalopi » ; e 
aiccome rimangono coatantemente avegll. non at potrebbe noanebe 
inainuare cbe lo divengano nel aonno medianico. 

K paaao a an aecondo lenomeno fiaico altretunto impoaaibile 
ad otlenerai con metodi Iraadolenti. NelU aera del 7 luglto I« 18 . 
il caldo era opprimente; circoatanta deplorevole In quanto il me¬ 
dium aoflre terribilmente per il caldo durante I'eatrinieearsi dei 
(enomeni. All'initio della aedata at accetmd a tale inconveniente, ed 
ecco larai aubito aentire delle folate di vento gelido inaolitamente 
forti, da me deacritte in questi termini Delia relatione della aeduta: 



A PROPOSITO DELLE ESPERIENZE DI MILLES1MO 


53 


Nella seduta successiva dell's luglio, altra giornata caldissima, 
il fenomeno si ripete. regolarizzandosi e perfezionandosi. Invecc 
delle folate di vento disordinate che c'investivano da ogni parte, 
le raffiche refrigerant! provenivano da un punto centrale situato 
in alto, e furono nella mia relazione descritte come segue: 

Quasi iraraechatamente si fanno scntirc forti folate di vento gelido, le 
quail vanno rapidamente auroentando d’intensita, e danno I’impressione di 
un poderoso ventilatore elettrico a rotazione circolare, perfettamente silen- 
zioso, il quale inviasse ad interval!i sui present! le sue raffiche refrigeranti... 
Quando passano le raffiche, i capclli si agitano al vento e le trine e le 
giacche svolazzano... 

Questo il notevolisaimo fenomeno fisico occorso; il quale ri- 
sulta di una tale eccezionale efficacia dal punto di vista della ge- 
nuita dei fatti, che quando si verified, 11 pensiero di tutti ricorse 
ai propugnatori della frode universale, e qualcuno ebbe ad osser- 
vare: « Sc il famigerato Monsieur Heuze (il troppo noto giorna- 
lista franccse) si trovassc qui con noi, questa volta si persuade- 
rebbe anchc lui che qualche cosa di genuino esiste nei fenomeni 
medianici ». K infatti risulterebbe letteralmente impossibile il ripro- 
durre artificialmente il fenomeno in esame; ed ove anche si so- 
spendesse nel centro del circolo, a due metri di altezza, un potente 
ventilatore elettrico a rotazione circolare, si otterrebbe bensi un ef- 
fetto analogo, ma non »i potrebbe ottenerlo in forma perfettamente si- 
fensiosa. 

Nd bisogna dimenticare la melodiosissima musica concertata 
eseguita dallo strumentino nord-americano « Flex-a-tone », stru- 
mentino nuovo per tutti, la cui tecnica di esecuzione richiedc una 
grande perizia, in quanto le note musicali si ottengono premendo 
piu o meno sulla coda della lamina fonica. Ecco in qual modo io 
descrissi la mia prima audizionc del fenomeno: 

Non appena il grammofono riprese a suonare, intonando il valtzer del 
Faust, ecco elevarsi in aria il « Flex-a-tone >, il quale prese ad accompa- 
gnare la musica con sincronismo inappuntabile, senza sbagliare un tempo, 
senia sbagliare una nota, complicando il proprio compito con I'esecuzione 
di variazioni brillanti che testificavano circa la grande perizia del suonatore; 
e tutto cio voltcggiando in ana, innalzandosi fino al soffitto, scendendo a 
far vibrare la lamina fonica vicino agli orecchi degli sperimentatori, girando 
e sorvolando un po' dovunque con la volubilita di una farfalla. 

Si domanda anche questa volta: Come concepire la frode in 
un fenomeno simile? I-o strumentino musicale era capitato nelle 
nostre mani per la circostanza delle esperienze medianiche. Nes- 



54 


ERNESTO BOZZAKO 


suno lo conosceva, nessuno sapeva auonarlo, mentre la tecnica per 
adoperarlo appare difficilissima. Eppure lo strumentino ha suonato 
ugualmente. meravigliosamente bene, volteggiando in aria come 
una farfalla luminosa. Anche quest'ultimo particolare merita di es- 
sere segnalato ai nostri critici, giacche si trattava di voli erra- 
bondi, dcntro e fuori il circolo, da non potersi spiegare con la frode. 

Un quarto fenomeno impossible ad ottenersi da un mistifica- 
tore consiste nel fatto che lo « spirito-guida • Cristo D’Angelo 
legge nel pensiero dci presenti e degli assenti, risponde a domande 
mentali, informa i presenti su ci<S che interviene in quel momento 
a un membro del circolo assente, o su ci6 che in quel momento 
si estrinseca in altro circolo sperimentale lontano; risponde mira- 
bilmente a una domanda formulata per iscritto, sigillata dentro a 
una busta c deposta a insaputa di tutti nel mezzo del circolo dalla 
marchcsa Luisa; rivela il nome dell’autore di una letters anonima, 
compie diagnosi infallibili a distanza (anche da I.ondra a Millc- 
simo). preconizzando ora guarigioni ed ora deccssi. Qucst'ultima 
allusione a una diagnosi fatta a I.ondra c riguardante un perso¬ 
nage* 0 residente a Millesimo, merita di essere illustrata brevemente, 
poiche occorse in una seduta tenutasi in data 12 novembre 1928, 
dedicata esclusivamente a tale diagnosi. c di cui non si pubblico 
la relazione in causa doH’argomcnto privatissimo. Ecco quanto e 
lecito accennarc in proposito. NeH'ottobre 1928, l’amico Paolo Rossi 
trovavasi a I.ondra, dov’ebbe ad assistere a una seduta di « voce 
diretta * con un medium privato. Gli si manifesto Cristo D’Angelo, 
il quale disse che il figlio defunto del marchese C. S., per con- 
siglio del dottor Barrett (uno degli • spiriti-guida » del medium 
Valiantine), doveva fare delle rivelazioni di suprema importanza 
per la salute di una persona a lui cara. Pregava quindi il signor 
Rossi di recarsi con la propria consorte a Millesimo nella prima 
quindicina di novembre, ondc partecipare a una seduta assoluta- 
mente intima. alia quale non dovevano assistere che i coniugi 
marcbcsi C. S., i coniugi Rossi ed Ernesto Bozzano. 11 tenore della 
comunicazione non doveva essere noto neanche al marchese C. S. 
(per evitare che se ne impressionasse); dimodoche Cristo D’An¬ 
gelo si sarebbe incaricato di mandarlo in trance. Vennero eseguiti 
gli ordini impartiti: ci radunammo in cinque, it 12 novembre a 
Millesimo. Poco dopo, contrariamente all'usato, ma conforme a 
quanto era stato preannunciato a Lo # ndra, il marchese C. S. cadde 
in trance , e subito si manifesto Cristo D’Angelo, il quale, per man- 
dato del figlio defunto dei marchesi C. S., parlo per una mezz’ora. 



A PROPOSITO DELLE ESPERIENZE DI MILLESIMO 


55 


facendo una diagnosi magistrate di malattia del sangue ( Uiuemia ), 
indicandone le cause e prescrivendo la cura. Dopo di che, ordino 
fosse tolta la seduta. La diagnosi esposta dal nostro « spirito-guida », 
ma compiuta dal « dottor Barrett •, risulto corrispondente al vero, 
fondatissime risultarono le cause che l'avevano determinata, e la 
cura prescritta valse a ridare rapidamente floridezza ed energia a 
una persona che versava in condizioni precarie di salute, senza 
spicgarsene la causa. 

Questi i fatti, e mi lusingo che gli equanimi miei critici non 
esiteranno a riconoscere che il memorabile episodio esposto, in 
cui da Londra il nostro c spirito-guida » avverte che una persona 
del gruppo cova nel sangue, senza saperlo, i germi di una insidiosa 
malattia, ordinandoci di riunirci a Millesimo ond'egli possa rive- 
larne le cause e prescrivernc la cura, risulta un episodio che di 
per s£ solo basta a dimostrare la genesi supemormale delle no- 
stre esperienze; e tanto piu poi dovrebbe bastare, se si considers 
in unione agli altri analoghi incidenti sopra enumerati, di « let- 
tura nel pensiero dei present! *. di « lettura nellc subcoscienze 
degli assenti », di * chiaroveggenza nel passato e nel presente *. 

Passando a discutere sui fenomeni di « apporto *. noto anzi- 
tutto che nel caso nostro le loro dimensioni risultarono quasi sem- 
pre cosi ragguardevoli da escludere in modo assoluto 1'obbiezione 
fondamentale solita a formularsi in contingenze simili; che. ciod, 
i mediums possono nascondere sulla loro persona (non escluse le 
cavita naturali dei loro corpi) gli oggetti che pretendono appottarc 
dal di fuori. Ora k palese che nel caso nostro tale obbiezione non 
regge, visto che i nostri mediums non avrebbero potuto nascon¬ 
dere sulle loro persone un'alabarda lunga due metri, una pianta 
nel suo vaso, alta un metro e mezzo, spadoni, pistoloni, bambole 
di grande formato; e cosi essendo, sarebbe apparso assurdo im- 
portunarli onde premunirsi da un pericolo inesistente; nel quale, 
per6, riconosco che si contiene la piu grave obbiezione formula- 
bile contro i fenomeni di « apporto », in quanto ben difficilmente 
appare eliminabile nel caso di oggetti di piccola mole. 

E per gli < apporti > di grande mole, quali quelli da noi con- 
seguiti, basteranno alcune considerazioni di fatto onde eliminare 
l'altra obbiezione sulla possibility di nasconderli in precedenza 
nella sala delle sedute. Al qual proposito osservo che in detta sala, 
oltre alle sedie occupate dai componenti il gruppo, si trovavano 
un pianoforte, due tavoli d'angolo non coporti da lappeto, e un an- 
tico divano bassissimo, sotto il quale s'introduceva a stento un 



ERXgSTO BOttAXO 


56 

braccio, r in conseguenza, non poteva utiKzzarsi come naacondiglio 
di coraxze. acudi ed elmi. di grandi bambole siarrosamenic abbi- 
gliate. di pianie nei loro vaai, e via dicondo: aenra coniare che 
atl'inizio di ogtli acduta. teen* tiptoemaU tern uma tan kb dalle Uri¬ 
nate. Tutto cio ala delta per inddenxa. poichr aono le dreoMMM 
in cui ai avolaero an boon namero di • apporti • che valgono a 
dimoairame I’auteoticitt indiacunbiie. 

Cow. ad eaempio. quando Cxialo D Angelo annuncio alia mar- 
cheaa Laima che « II deatino le prepara »» la none di un proaaimo 
parent* ». U marcbeaa Laima, grandemente imprraaionata, avcva 
chirmio anmioaamenie: .Chi if Dimmi chi ir Non Imaciarmi In 
queaia cnidele incerteiia •. Criata D'Angelo avevm moggiunio: . Te 
ne pnrterd II ntratio .. K inlatli. poco dopo. cadevm ai pledi della 
marcheaa Luiaa la Imografta incorniciala di colui che doveva mo- 
fire. Ora kl grande valor* probauvo dell’ • apportoa In queatione 
conatale nel (alto cbe naulio cooaecutivo a una premonirione dl 
morte. * a una domanda loemulata aul momenta dalta marcheaa 
Luiaa: vale a dir* che nell'lpoceal della trod*. I'lpoietico miaiiti- 
caior* avrebb* dovaio pmooaecer* eh* a no airrtio pa rente del 
marcheal C. S. dov*\ a ammalarw gravemenie dme gwnti dope, per 
indi morlrn*. # che I* marcheaa gli avrebbe rivolto in propoailo 
una preciaa domanda. in baae alia quale egli avrebbe preparato il 
falao apporto aenaaikonale. Ora aiccome la . chiaroveggrnza nel (u- 
turo . eeorbita dalle facolti normal) del miatibcatort. dovremo lo- 
gtcamente interim* cb* il lenomeno di . apporto . In quoetion* 
riaulta inconleslabilmenle genulno. Se deriva per logica conae- 
guen/a che a* uno del noatri iervme n i di • apporto • deve rlco- 
noacerai per genainamente tale, allora non vi e piu ragione di ne¬ 
gate arbitrariamente. aenra motivi apedali. la genuinita drgli altri; 
I quali. del ream, ai affermaro * a'toipoogono per conaiderazionl 
loro partkolarl riguardanti le modalita con cui ai catrinaacarono, 
ennaideraxioni da me argnalate volta per volta. Son potendo pa»- 
aarli tatti in raasegna. ml limito ad accennare all' • apporto • pill 
importance da noi ennsrguito: qncllo di una piania di « edera va- 
riegata •. alta un metro e mezzo, con bacchelta di aoategno, e re¬ 
lative vaao. coo terra. Ripeto in propoailo che tale pianta noo 
avrebbe potato occultarai aosto il divano. giacchc non vi pcnclrava. 
Da rilevarai i no I ire le modalita con cui venne compiuto il difficile 
« apporto •: prima venne appomia la terra contcnuta nel vaao; 
pci giunac la pianta. cbe tu depoata in grembo alio acrivenle: in¬ 
line. il vaao di terra cotta in cui la pianta ai trovava. Talc suddi- 



A PROPOSITO DELLE ESPERIENZE DI MILLESIMO 


57 


visionc del compito si spiega con le difficolta che dovettero supe- 
rare le personality medianiche. difficolta inerenti ai materiali troppo 
eterogenei di cui si componeva l'apporto; dimodoche furono co- 
stretti a suddividerne l'esecuzione in tre tempi. Per converso, tali 
modalita di frazionamento nell'esecuzione di un « apporto * non si 
spiegherebbero affatto nel caso di un ipotetico mistificatore, il quale 
avrebbe dovuto molto naturalmente, e sopratutto molto meno pe- 
ricolosamente, recarsi sulla veranda a prendere la pianta e a por- 
tarla in una sola tornata nella camera delle sedute. Perche rifare 
tre volte il cammino? 

Ricordo, inline, che nell'ultima seduta. per ordine dello stesso 
Cristo D’Angelo, furono apposti i sigilli in ceralacca alle porte 
della camera in cui si sperimentava; il che non impedi che si ot- 
tenessero due fenomeni di « apporto » notevolissimi. tra i quali 
una grossa bambola, sfarzosamente abbigliata (la quale, asua volta, 
non avrebbe potuto occul tarsi sotto il divano, perche non vi pe- 
netrava); e non impedi che si realizzassero i piu important feno¬ 
meni di • asporto > ottenuti nella serie intera delle nostre cape- 
rienze, fenomeni che ora mi accingo a discutere a fondo. 

Ma prima di cominciare. non posso esimermi dal fare osser- 
vare ai miei critici quanto apparisca inverosimile ed assurdo — direi 
quasi puerile — il presumere che in un gruppo di sperimentatori 
intelligenti. possa ad ogni seduta verificarsi il fatto di uno dei loro, 
il quale si alzi inavvertitamente. apra tranquillamcnte una porta 
chiusa a chiave, rientri poco dopo con una pianta fra le mani. o 
una corazza, o un’alabarda; pervenga a insinuarsi nel mezzo del 
circolo passando tra le sedie (separate tra di loro da uno spazio 
di circa venti centimetri), senza mai inciampare nelle tenebre. senza 
mai dar di cozzo contro uno sperimentatore e rovesciargli addosso 
l'apporto, senza che mai nessuno dei presenti avverta il cigolare 
della chiave nella toppa, o della porta sui ganghcri. E verosimile 
tutto questo? In omaggio alia logica ed al senso comune. mi au- 
guro che non sorga nessuno a sostenerlo. 

Concludendo: Esclusa nel caso nostro l’ipotesi di un mistifica¬ 
tore, il quale nasconda sulla propria persona gli oggetti di cui si 
serve; esclusa la possibility che gli « apporti * fossero occultati 
nella camera delle sedute; escluso infine il presupposto balordo, 
che il mistificatore in discorso si recasse. volta per volta. a pren¬ 
dere gli oggetti che gli abbisognavano. ne deriva che i fenomeni 
di « apporto » da noi conseguiti non possono ragionevolmente con- 
testarsi, e in conseguenza. debbono accogliersi quali importanti 



58 


ERNESTO BOZZANO 


incident! del genere, utilizzabili nell'indagine scientifica delle 
cause. 

Ma se i nostri « apporti > risultano inesplicabili con l'ipotesi 
della frode, it quesito si complica piu che mai quando si passa a 
considerare il fenomeno contrapposto degli • asporti ». Ricordia- 
mone qualcheduno: Nella seduta dcll'8 luglio 1928 un tamburello 
di pelle di pecora venne battuto sul capo, sullc ginocchia, suite 
spalle degli sperimentatori, e due manopole di ferro strinsero for- 
temente la testa della signora Fabienne Rossi e della marchesa 
Luisa. In fine di seduta. tali oggetti erano esulati daila camera, 
e furono rinvenuti nel grande salone, dove il tamburello era stato 
rimesso sul tavolo. mentre le manopole di ferro si trovarono de- 
postc ai piedi dell'armatura daila quale erano state distaccate. 
Nella seduta del 12 agosto 1928. ci s'imparti lo spettacolo di un 
duello incruento. ma rumoroso, tra due centurioni romani. Si udi- 
rono due spade che a'incrociavano e strisciavano sinistramente 
1'una contro I'altra, per indi sferrare colpi formidabili, i quali piom- 
bavano sopra arnesi metallici, quali elmi, scudi, armature. In fine 
di seduta. rimase sul campo di battaglia un solo spadone da gla* 
diatori romani: il rimanente era tomato a suo posto. Nelle sedutc 
del 14 e del 28 luglio 1928, un grande ucccllo vivente aveva svolaz- 
zato per la camera, ed aveva colpito tre volte al capo lo scrivente 
con l'ala remigante in pieno volo. come pure aveva colpito al capo 
la signora Fabienne Rossi c la marchesa Luisa; ma in fine di seduta 
I'uccello era scomparso. Quest i i fatti; ed ora riflettiamo un mo- 
mento: Se si ammette un mistificatore, occorre conferirc al medesimo 
una dosatura di abilita e di buon senso sufficienti per non azzardare 
imprese fraudolente contrarie alle leggi psicologicbe del « minimo 
sforzo • e del « minimo rischio » nell’intraprendcrle e nel portarle 
a compimento. Ora tutti i fenomeni di « asporto • risultano lette- 
ralmente in contraddizione con le leggi in discorso. Come, infatti, 
presumere che un mistificatore di buon senso, dopo csscre perve- 
nuto ad introdurre nella camera elmi, scudi, spadoni, corazze, ca- 
tene, tamburelli, manopole di ferro cd uccelli viventi, si esponga 
per la seconda volta al grave rischio di venire scoperto, e cio non 
solo senza neccssita di sorta, ma col proposito assurdo di annul- 
lare fenomeni di « apporto > meravigliosi, i quali avrebbero co- 
stituito per lui uno splendido successo qualora avesse lasciato sul 
posto le cose apportate? Senza considerare che per « asportare * 
un uccello il quale svolazza liberamente per la camera, occorre 
catturarlo; e come si fa ad acchiapparlo nelle tenebre? Non ag- 



A PROPOSITO DELLE ESPER1ENZE DI MILLESIMO 


59 


giungo altro, poicbe mi lusingo che tutti, a quest'ora. a comin- 
ciare dai miei critici, riconoaceranno l'impossibilita logica di spie- 
gare con la frode i fenomcni di « asporto *. 

Ancora un’osservazione: A proposito degli « asporti » enume- 
rati. si potrebbe obbiettare che non si trattasse di arnesi ed uccelli 
realmente apportati nella camera, bensi di semplici manifestazioni 
foniche e tattili imitanti 1’azione di arnesi ed uccelli inesistenti. 
Rispondo che la circostanza di aver trovato le manopole di ferro 
deposte ai piedi dell’armatura dalla quale erano state distaccate 
(il che si spiega per la difficolta di agganciarle al braccio ferrato 
della corazza), dimostra che i fenomeni di « asporto * in esame 
erano effettivamentc tali. In pari tempo osservo che l’obbiezione 
in discorso non avrebbe valore dal punto di vista qui considerato — 
chc e quello della frode — visto che se tale presupposto fosse vero, 
allora bisognerebbe spiegare la genesi dei fenomeni fonico-tattili 
occorsi in tali contingenze, fenomeni enormemente complcssi e per- 
turbanti nella loro pcrfetta imitazione delle azioni rapprescntate; 
cid che non potrebbe certo spiegarsi con l’ipotesi spicciativa e 
facilona della frode universale. E con questo ho finito, poicht mi 
pare di avere tolto di mano ai miei critici tutti gli ordigni offen- 
sivi di cui disponevano in materia di fenomeni di « asporto *. ET 
siccome i miei critici sono uomini di scienza la cui grande pene- 
trazione analitica si combina a una indubitabile sereniti di pen- 
siero e di giudizio, sono ben sicuro che comprenderanno scnz'altro 
l’assurdita e sopratutto l’inutilita di propugnare quest'altra inter- 
pretazione insostenibile della fenomenologia in esame. 

Un altro fenomeno fisico notevolissimo e inesplicabile con 1'ipo- 
tesi della frode e quello occorso nella scduta del 28 luglio 1928, 
in cui il medium col proprio pesantissimo seggiolone. vennero 
« levitati * a un'altezza non inferiore ai due metri (il che pote ac- 
certarsi in base alia circostanza che il seggiolone col medium 
cozzarono nel lampadario centrale. il quale si trova a circa tre 
metri dal pavimento). E dal punto di vista probativo, tale feno¬ 
meno risulta piu che mai notevole in quanto uno di noi, impen- 
sierito dalla piega che prendevano i fenomeni. e temendo l’inva- 
sione di entita basse e pericolose, fece improvvisamente la luce 
rossa. proprio al momento in cui il seggiolone del medium tra- 
balzava fortemente sul posto nel tentativo di levitarsi. Xon e chi 
non vegga qu into risulti prezioso l'atto compiuto dal nostro com- 
pagno, in quanto vale ad infliggere una solenne smentita ai pro- 
pugnatori della frode universale. Infatti l'illuminazione improvvisa 



6o 


ERNESTO BOZZANO 


dell'ambiente al momento in cui erasi gia iniziato un grande fe- 
nomeno fisico; vale a dire, al momento critico in cui-— nell’ipo- 
tesi della frode — i € compari » incaricati di « levitare • il medium 
avrebbero dovuto trovarsi sul posto, quella improvvisa illumina- 
zione riveld invece che nella camera non erasi introdotto alcuno, 
e che tutti i presenti erano seduti ai loro posti, ed ogni mobile 
od altro arnese si trovava dov'era stato collocato. Che cosa ne 
pensano i nostri critici? Ricordo loro come anche questo episodio 
fosse stato da me riferito e commentato ampiamente nella rela- 
zione della seduta del 28 luglio. Come si spiega che i professori 
Schrenck-Xotzing e Rudolf Lambert non ne tennero conto alcuno? 
Eppure la prova emergente dall'episodio in questione risulta d’or- 
dine risolutivo. Non e cosi che dovrebbe procedersi scientifica- 
mente nel decreture certificati di nullita alle esperienze altrui. 

Passando ad altrc manifestazioni, richiamo sopratutto l'atten- 
zione dei miei critici sopra un altro fenomeno fisico eccezional- 
mcntc importante: quello della « sparizione improvvisa del medium > 
seguita dalle ansiose nostrc ricerche in tutto il castello, nellc scu- 
derie, nel parco, onde rintracciarlo; ricerche in cui perseverammo 
due ore e mezzo e sempre inutilmcnte. fino a quando venne a 
toglierci di pens un messaggiomedianicoin cui ci si fornivano le 
indicazioni necessarie onde scoprire il ripostiglio nel quale il me¬ 
dium giaceva immerso in sonno profondo. Le modalita con cui 
si svolsero i fatti costituiscono un complesso di prove inattacca- 
bili. Rimando i miei critici alia relazione da me pubblicata in 
proposito, giacchc trattandosi del fenomeno piu straordinario da 
noi conseguito. io Io descrissi e lo discussi con metodo siffatta- 
mente minuzioso, che nulla piu mi rimane da osservare od ag- 
giungere. Ricordo soltanto che 1'autenticita del fenomeno venne 
in modo inatteso confermata da New-York, sotto forma di un 
messaggio dello « spirito guida » Bert Everett, il quale si mani¬ 
festo in una seduta col Valiantine. informando che nclle espe¬ 
rienze di Millesimo « egli aveva aiutato Cristo D'Angelo a com- 
piere il fenomeno del trasporto del medium nelc granaio *; e tutto 
cid un mese prima che la relazione del caso fosse pubblicata in 
Italia e dovunque. 

E vengo finalmente al fenomeno fondamentale delle nostre espe¬ 
rienze, che d quello delle « voci dirette ». Volendo essere sincero, 
non posso esimermi dall'osservare che per chiunque analizzi, anche 
supcrficialmente, le manifestazioni del genere quali si estrinseca- 
rono nellc nostre sedute, non pud non rimanere colpito dal fatto 



A PROl'OSITO DELLE ESPERIENZE DI M1LLESIMO 6l 

che le prove della loro genesi supernormale emergono in tal nu- 
mero e con tale efficacia dall'esposizione dei fatti. da doversi chic-, 
dere stupiti come mai abbiano potuto sfuggire in massa all’osser- 
vazione dei nostri critici. Ma. purtroppo, cosi e: t nostri critici 
non le rilevarono affatto, e pertanto a me compete di enumerarne 
alcune. a titolo di saggio. Rinuncio ad enumerarle tutte, poiche il 
loro numero me lo impedisce. 

E cominciando dalle modalita con cui si estrinseca il feno- 
meno in esame, osservo che la « voce diretta • dello « spirito- 
guida * Bert Everett, la quale prorompe fortissima da un angolo 
del soffitto, non e in mode alcuno imitabile fraudolentemente. Co- 
loro che sostengono il contrario sono invariabilmente persone che 
non hanno assistito al fenomeno; che se un giorno vi assistessero, 
cambierebbero all’istantc di opinione. Ma. purtroppo. in metapsi- 
chica coloro che si arrogano il diritto di giudicare, sono quasi 
sempre individui che non possiedono la necessaria competenza per 
farlo. Mi 6 perfettamente noto il modo con cui i propugnatori 
della frode universale spiegano il truuo di una « voce diretta * la 
quale prorompe da un angolo del soffitto. Essi affermano che per 
ottenere talc illusione fonica, il cclebre medium Valiantine con- 
giungc insieme due trombe acustiche. dalla parte dcll'imboccatura; 
dimodochc parlando in basso in una delle trombe. la voce scatu- 
risce sufficientcmente in alto per generare I'illusionc che provenga 
da un angolo del soffitto. Spiegazione ingegnosa. ma inapplica¬ 
ble al case del medium Valiantine. il quale adofirra (ostantemrnte 
una tromba sola . (Quanto al caso nostro, tale spiegazione risulta piu 
che mai assurda, e ci6 per due ragioni ugualmente risolutive: la 
prima, che le « trombe acustiche » sono cerchiate di tintura lumi- 
nosa; dimodochc sc qualcuno le incastrasse l'una nell'altra dal 
lato deU'imboccatura. se ne scorgerebbero, in basso e in alto, gli 
imbuti luminosi; la seconda. che le imboccature delle nostre trombe 
non possono incastrarsi l’una nell'altra perche sono di calibro 
identico. 

Sempre al riguardo dell'ubicazione delle « voci *. merita di es- 
sere rilevata una modalita curiosa con cui si estrinsecano. moda¬ 
lita che per lo piu si verifies in principio di seduta, quando le 
trombe acustiche. ritte in piedi nel mezzo al circolo, visibilissime 
per la loro cerchiatura luminosa, non si sono ancora mosse. Se 
in quel momento si rivolge una domanda a Cristo D’Angelo, si 
ode ben sovente la di lui voce che risponde dall'intemo di una 
delle trombe. senza che la tromba si muova da posto. Ora. sic- 



ERNESTO BOZZAKO 


62 

come il tappeto all'intorno risulta sufficientemente rischiarato dalla 
perchiatura luminosa, e facile capire che se la bocca di un misti- 
ficatore si avvicinasse alia tromba per compiere il trucco, egli ver- 
rebbe subito scoperto. 

Passando a considerare il timbro vocale delle « voci dirette », 
si domanda anzitutto come mai un mistificatore uomo, potrebbe 
esprimersi con voce femminile perfettamente naturale; vale a dire 
con voce che non risulti in feUsetto. Ma tale difficolta, per quanto 
insuperabile, appare un nonnulla al cospetto di quest'altra della 
medesima natura: Si domanda come mai un mistificatore, il quale 
non conobbe in vita Eusapia Paladino pervenga ad esprimersi col 
timbro vocale specialissimo alia defunta; non solo, ma pervenga 
ad esprimersi nel gergo napoletano italianizzato di lei, e a con* 
versare con lo scrivente servendosi delle medesime idiosincrasie 
di linguaggio ed inflessioni di pronuncia particolari alia defunta 
solo allorquando conversava con lui, e che percid lui solo al mondo 
poteva conoscere. Xoto che nella mia relazione io feci rilevare 
tutto questo. Perche, dunque, non ne tennero conto i miei critici? 
Questo semplice incidente, il quale vale anche ad escludere 1'ipo* 
tesi dei « compari *, non basta forsc da solo a dimostrare la ge- 
ncsi positivamente supernormale del fenomeno della « voce di- 

retta > ? 

Andiamo avanti. Si k visto che nelle manifestazioni della per¬ 
sonality medianica se affermante la madre mia, iodovetti soppri- 
mere quasi sempre i dialoghi intercorsi, e cio pel fatto che in essi 
mi si ragguagliava intorno a vicende di famiglia a tal segno ge- 
losc, che in una di tali circostanzc Cristo D'Angelo, ordino a tutti 
i presenti di turarsi le orecchic. Aggiungo che una parte di sif- 
fatte informazioni era ignorata anche dallo scrivente, il quale do- 
vette ricorrere a metodi polizieschi onde controllame 1'autenticitau 
Ed anche questa volta io domando ai miei critici che mi dimo- 
strino come si spieghi, mediante I'ipotesi della frode, l'enorme mi- 
stcro delle informazioni a me confidate da una personality media¬ 
nica; e se tale mistero risulta incsplicabile con la frode, allora e 
provata, anche in questa circostanza, la genesi supernormale delle 
« voci dirette *. 

Altri notevolissimi episodi di tal natura si connettono con l’ar- 
rivo da Torino della signorina Ferraris. Essa era una conoscenza 
nuova per tutti; eppure nella medesima sera in cui giunse. le si 
manifesto lo « spirito-guida * delle loro sedutc. il quale — par- 
lando in dialetto piemontese — Iche. naturalmcnte, tutti i presenti 



A PROPOSITO DELLE E5PER1ENZE DI MILLESIMO 


6 3 


comprendevano, ma eke nessuna avrebbe sapulo parlare correttamente ) 
si affretto a fornirle ragguagli com piemen tari intorno a un inci- 
dente famigliare sul quale aveva richiamato la di lei attenzione un 
mese prima. In seguito le si manifesto una sorella defunta, che la 
ringrazio per la sollecitudine amorosa con cui provvedeva all’edu- 
cazione della propria bimbetta rimasta orfana. approvando che l'a- 
vesse collocata in un collegio di monache sul lago di Como, col- 
legio ch’essa nomino. Infine. le si manifesto un altro < spirito- 
guida » del circolo di Torino, la cui voce scaturiva dal pavimento, 
il quale attrasse l’attenzione di tutti in quanto si esprimeva emet- 
tendo frequentemente uno schiocco caratteristico che pareva otte- 
nuto con la lingua che succhiasse il palato. Orbene: la signorina 
Ferraris spiego che tale curiosa idiosincrasia di pronuncia era pre- 
cisamente quella che caratterizzava il medesimo spirito quando si 
manifestava per bocca del loro medium in /ranee. Questi i fatti; 
ora, so per 1‘opportunitii della discussione presente, si voglia pre¬ 
scindin' dalla loro presumibile interpretazione spiritica, allora si 
dovra neccssariamcnte concedere che i ragguagli forniti dalle per¬ 
sonality medianiche, e le modalita con cui si manifestarono, pro- 
vano in guisa indiscutibile che le personality in discorso erano 
tutte fornite della facolta tupemormale della « lettura nelle subco- 
scienzo altrui *; e se cosi k. allora tale concessione basta ad esclu- 
dere l’ipotesi della frode, e a confermare la genesi altrettanto x«- 
pernormale delle « voci dirette ». Stando le cose in questi termini, 
a me non rimane che rivolgermi ancora una volta ai miei critici, 
chiedendo loro che mi spieghino in qual modo il loro ipotetico 
mistificatore abbia potato pervenire a ragguagliarsi intorno a vi- 
cende ed a circostanze privatissime riguardanti una persona che 
un’ora prima era a tutti sconosciuta. 

Passando a considerare gli idiomi in cui si espressero le * voci 
dirette ». osservo che tra essi si annoverano tre lingue e cinque 
dialetti ignorati dai nostri mediums; e cioe. le lingue latina, spa- 
gnuola e tedesca, e i dialetti piemontese, romagnolo. napoletano, 
veneziano. siciliano. Noto che i dialoghi occorsi nei dialetti roma¬ 
gnolo e siciliano risultano teoricamente piu important di quelli 
avvenuti in lingue ignorate dai mediums, e cid per la ragione delle 
difficolta insormontabili di accento. di costruzione. di lingua che 
presentano i dialetti in discorso. Non potendo tutto citare, mi li- 
mitero ad accennare alia conversazione in tedesco svoltasi tra una 
personality medianica se affermante lo spirito di un prigioniero 
austriaco ricoverato per due giorai nel castello di Millesimo (il che 



6 4 


ERNESTO BOZZANO 


risulto vero), e il signor Gino Gibelli. I-a personality comunicante 
parlo con voce tonante, superiore al naturale. Dei presenti, l'unico 
che sapesse parlare la lingua tedesca era il signor Gibelli, col quale 
si svolse la conversazione dell'entita comunicante. Ripeto che i due 
mediums non conoscevano una parola di tedesco. Chi era dunque 
il comunicante? Non mi occupo per ora della interpretazione teo- 
rica dei fatti, e percio mi limito a chiedere ai mici critic! di spie- 
garmi con la frodc questo fenomeno di « xenoglossia *. Il signor 
Gibelli che ha vissuto lungamente in Austria, afferma che colui 
col quale aveva conversato si esprimeva con accento regionale au- 
striaco. Si trattava dunque di un tedesco autentico. Di dove era 
scaturito? Esclusa ogni possibility di mistificazioni provenienti da 
qualcuno del gruppo, visto che il solo Gibelli era in grado di 
conversare in tedesco, non rimarrebbe che 1'ipotesi di un « com¬ 
pare > di nazionalita austriaca, introdotto nel castello di Millcsimo 
all'ignobile scopo di turlupinarc il prossimo; ma se vi fosse qual¬ 
cuno disposto ad accogliere un'enormita simile, io lo prevengo 
ch'egli sarebbe tenuto ad ammettere che 1‘assoldatore di « com- 
pari * ne tenesse a disposizione una dozzina appartenenti a diverse 
nazioni e a quasi tuttc le provincie d'Italia, visto che avrebbero 
dovuto conversare in latino, spagnuolo, tedesco, e nei dialetti vc- 
neziano, romagnolo, piemontese, genovese. napoletano e siciliano. 

Ed ora vengo a un'ultima prova, deU'ordinc tanto invocato dai 
miei critici; ed e che recentemente furono applicati alle nostre 
esperienze i controlli personali; e per quanto il circolosi componcsse 
In maggioranza di sperimentatori nuovi (il che risulta a detrimento 
dclle manifestazioni, in mancanza dell'indispcnsabilc « sintonizza- 
zione * tra i fluidi), contuttocio si ottennero ugualmente le « voci 
dirette *. 

In data 24 settembre 1928, si tenne una sedutina in casa del 
signor Gino Gibelli (piazza dello Zerbino, Genova). Erano presenti 
il marchese Carlo Centurione Scotto, il prof. Tullio Castellani, l’in- 
gegnere Mongiardino, i signori Lavarello, Schiaffino, Massone. 11 
prof. Castellani, alio scopo di sgominare lo scetticismo di taluno 
fra i presenti, aveva preparato fascette di tela indotte di punti fo- 
sforescenti. Tali fascette furono fissate alle mani di tutti i presenti 
mediante due anelli infilati nelle dita, ed assicurate ai polsi da una 
resistentc fcttuccia, i capi della quale furono piombati col sistema 
in uso per le spedizioni ferroviarie. InSi altre fascette analoghe 
furono fissate col medesimo processo alle caviglie di lutti i pre¬ 
senti. E palese che in tali condizioni di esperimentazione, ciascuno 



A PROPOSITO DELLE esperienze di millesimo 65 

dei presenti era in grado di controllare le mani e i piedi di tutti 
gli altri. Inoltre, le porte furono chiuse dall'esterno, meno una 
che fu chiusa dall’intemo, e la chiave consegnata al prof. Castel- 
lani. Tali misure di controllo generale e personale non impedirono 
che poco dopo risuonasse da un angolo del soffitto il consueto sa- 
luto in inglese dello « spirito-guida » Bert Everett. Al qual pro- 
posito venne osservato che la « voce • era meno robusta, e che 
per quanto provenisse da un angolo della camera, risuon6 meno 
lontana dal medium ; risultanze teoricamente interessanti, in quanto 
erano in diretto rapporto con la presenza di troppe persone non 
affiatate; alia quale circostanza deplorevole, si univa l'aggravante 
dcU'esaurimento del medium e dell'assenza dell'altra medium, si¬ 
gnora Fabienne Rossi. Si manifesto poco dopo 1‘altro « spirito- 
guida • Cristo D'Angelo, interloquendo ripetute volte, e lagnan- 
dosi per l’eccesso di luminosita che impediva la concrezione rego- 
I are dei fluidi neccssari all’estrinsecazione delle « voci *. Quindi la 
tromba venne proiettata violentemente in un angolo. Si fecero 
inoltre sentire le solite folate di vento gelido, e i toccamenti di 
mani materializzate. 

II giorno dopo si tenne un'altra seduta, in cui venne ripctuto 
il medesimo sistema di controllo, con analoghi risultati di « voci 
dirette >, spostamenti di oggettl, materializzazioni di mani e sofli 
freddi. 

Non sara inutile far rilevare che nelle esperienze esposte, 11 
medium si trovava in casa altrui; il che vale ad cscludere anche 
I’ipotesi dei « compari ». 

E con questo ritengo di avere provato ad esuberanza l'assoluta 
genuinita supernormale delle nostre esperienze di Millesimo. 


Prima di concludere. sento il bisogno di chiedere umilmente 
scusa ai gentiluomini e alle gentildonne costituenti il gruppo spe- 
rimentatore di Millesimo. per essere stato costretto ad esprimermi 
in termini che sottintendevano 1'esistenza di un mistificatore tra 
di noi; ma non era possibile ch'io mi comportassi diversamente. 
dal momento che col semplice fatto di porre in dubbio l'autenti- 
cita supernormale dei fenomeni, i nostri critici sottintesero neces- 
sariamente che tra di noi si trovasse un mistificatore. Il maggiore 
rimprovero da farsi ai critici in discorso consiste appunto nella 
circostanza di non aver tenuto conto dell'ambiente colto e raffinato 
in cui si svolsero le nostre esperienze. 



66 


ERNESTO BOZZANO 


Giunto al tcrmine di questo lungo dibattito, rigorosamenU fondato sui 
fatti. non dubito che i professori Sckrenck-Notzing 1 1) e Rudolf Lam¬ 
bert non esiteranno ad ammettere di cssere caduti in errore, ri- 
conoscendo lealmente che in base all'analisi ragionata di ogni ca- 
tegoria delle manifestazioni di Millesimo — analisi confermata 
dalle risultanze ottenute in tre sedute di controllo personale e ge¬ 
nerate — emerge palese e incontestabile l'esistenza di un com* 
plesso imponente di ottime prove, fisiche e psicologichc, in dimo* 
strazione della genesi supcmormale delle manifestazioni stesse; 
prove scientificamente validissime e superiori a molte altre del ge- 
nere, in quanto il lontrollo pstiologito risulta di gran lunga piu con- 
vincente di qualsiasi tontrollo pcrtonale, spccialmentc per la massa dei 
lcttori. i quali non avendo assistito alle esperienze che loro si espon- 
gono, sono quasi sempre inclinati a dubitare della perspicacia dei 
controllori; e il professore Sckrenck-Notzing ne ha fatto personal* 
mente una lunga e dolorosa esporienza. 

Noto, infine. che in base a quanto precede dovranno altresi 
considerarsi fondatc le mie precedenti osservazioni vertenti sui me- 
todi d'indaginc scientifica, e sui sistemi di controllo personale ap- 
plicabili ai mediums; sistemi che nella maggior parte dei casi ri- 
sultano ncccssari, in quanto per lo piu 1c manifestazioni fenome- 
niche sono d'ordino puramente filico e si estrinsccano a breve di¬ 
stanza dal medium; ma che non debbono considerarsi indispensa- 
bili in ogni evenienza. Colui che volesse imporre quest’ultima con- 
dizione in ogni circostanza. trasformerebbe pedantescamente in 
dogmi intangibili le regole della metodologia scientifica, le quali, 
invece, debbono applicarsi con discemimento, a seconda dei casi 
e delle circostanze. Cosi. ad esempio, ncl caso dei mediums con 
cui ebbe ad esperimentare il prof. Schrenck-Notzing, le regole del 
piu rigoroso controllo personale erano indispensabili. in quanto le 
manifestazioni si estrinsecavano a breve distanza dal medium, ed 
erano esclusivamente d'ordine fisico; nel caso nostro, invece. le 
medcsime regole di controllo personale risultavano superflue, data 
1 'imponenza delle manifestazioni. le quali contenevano in sc le prove 
materiali. e sopratutto le prove psicologiche della loro autenticiia 
supernormale. 

Ci6 posto, mi tengo autorizzato a concludere nei termini se- 
guenti: 

(I) Purtroppo questo ricooosomento deU'il lustre Prof. Schrenck-Not/ing non potri 
aver luogo, poiche eg!i * mocto. ia seguito ad operannoe chirurgica. il 12 febbraio 
u. I. - Vedi. in questo stesso fascicolo. il reiati«o Ntirologio (N. d. D.). 



A PROPOSITO DELLE ESPER 1 EXZE DI MILLES 1 MO 67 

E provato. sulla base dei fatti, che le nostre esperienze di Mil- 
lesimo, per quanto non fossero condotte con le regole che dai pe- 
danti della scienza si vorrebbero applicate in ogni circostanza, ri- 
sultano scientificamente validissime, in quanto le prove della loro 
genesi supernormale emergono dalle modalita con cui si estrinse- 
carono; senza contare che nelle tre sedute in cui si adottarono si- 
stemi rigorosi di controllo personate e gcncrale, i fenomeni si 
estrinsccarono uguaimente. Ritengo pertanto che non sorgeranno 
piu critici a contestame il valore scientifico; mase cosi non fosse, 
prevengo i miei futuri censori ch'essi sono tenuti a confutare l'una 
dopo i'altra tutte le mie argomentazioni di fatto, senza esclusioni 
di sorta (giacchc ben sovente ci6 che si sorvola dai critici, risulta 
la parte piu scabrosa del loro compito). Ora tutto cid significa che 
l'impresa di confutarmi non e soltanto ardua. ma letteralmente im¬ 
possible. 

Ernesto Bozzano. 


SEMPRE A PROPOSITO 
DELLE ESPERIENZE DI MILLESIMO. 

Nel nuraero di Gennaio (pag. 30) della prcsente Rivisu, trovo citato in 
una nota il segucntc paragrafo, in cui si contiene un'obbiezione del signor 
A. S. Pedroso, a proposito del fenomcno di • asporto di persona • da noi 
conseguito. Egli osserva: 

« Sc si pensa che il cuore c talmente sensibile che, se cessa di battere 
per un minuto, c anche per qualche second* >, la persona muore, non si puo 
comprcndcre come codesto cuore possa, per dir cosi, fondersi, per passarc 
attraverso le fessure della porta, e poi rimaterializzarsi: e cosi, nello stcsso 
modo, tutti gli altri organi di un uorao vivo, tra i quali ve ne sono alcuni 
delicatissimi, come gli occhi. Ora un occhio non puo passarc attraverso il 
buco d'una serratura e deve dunque smaterializzarsi anch'esso. e, dopo ri- 
materializzato, continuare ancora a vedcre. Ecco una cosa strana. Quando 
si tratta soltanto del COfpO astrale, la cosa e spiegabile •. 

Ritengo opportuno rispondere allc perplessita del signor Pedroso, in 
quanto si prestano a considerazioni istruttive. 

Ed anzitutto rammento all'egiegio interpellante che i fatti sono fatti; o, 
in altri termini, che di fronte ai fatti a noi non rimane altro di meglio da 
fare che inchinarci in silenzio, anche quando la nostra mentalitii non arrivi 
a comprenderli; il che si verifica piuttosto frequentemente. Infatti, dopo 
trenta secoli di speculazioni filosofiche e indagini srientifiche, I'umanita con- 
tinua a tutto ignorare in rapporto airimperscrutabile mistero della Vita nei 
mondi; e siccome e qucsto il mistero dei mistcri, da!la comprensionc del 
quale dipende la spiegazione di tutti gli altri mistcri minori che ci asserra- 



68 


ERNESTO BOZZANO 


gliano da ogni parte, ne deriva che dovremo rassegnarci ad ignorare innu- 
mercvoli cose fino aila consumazione dei secoli. 

Ed anche per la compcnetrazione relativa di certi misteri metapsichici 
— quale quello di cui parla il signor Pedroso — non c giunto il tempo 
ancora di provarsi a risolverlo. Ne consegue che per ora, il cnmpito degli 
studiosi nel dominio della metapsichica dovra limitarsi ad accumularc fatti 
e sempre fatti, provandosi a ricavarne le prime induzioni, le prime dedu- 
zioni, con le quali formulare timidamente le prime ipotesi indagatrici del* 
I'enorme mistero. Conformemente, nei commenti alia relazione del fenomcno 
di « asporto di persona » occorso nelle nostre esperienze, io mi preoccupai 
unicamentc di diraostrare due cose: I'una, che il fenomeno da noi consc- 
guito era un fatto accertato; I'altra, che non era nuovo, giacche nelle mic 
classificazioni si contenevano altri venti casi del genere, dei quali ne citai 
cinque, a titolo di esempi. Questo, e nulla piu, incombcva a me di dimo- 
strare; per cui deve ammettersi che pervenni a raggiungerc il mio duplice 
scopo. 

Ora, a rincalzo della tesi sostcnuu, faccio rilevare che sc gli • apporti 
ed asporti di pcrsone • sono relativamente ran nella casistica metapsichica, 
i fenoineni corrispondenti di • apporto cd asporto di animaletti viventi » 
(uccelli, pesci, scoiattoli), risultano invece relativamente frequenti. E cosi 
essendo, emerge palcsc che dal punto di vista dclle perplessitii del signor 
Pedroso — le quali, del resto, sono rmgionevoli — quests seconds consta- 
tazior.e di fatto non fa che ribadirle, complicando il mistero, visto che ncll'un 
caso come ncll'altro, si tratta di « apporti ed asporti di esseri viven'.i *, i 
quali posseggono ugualmente un cuore che palpita, e un paio d'occhi dalla 
conformazione dclicatissima. 

E i fcnomeni delle « materializzazioni di fantasmi » confermano ulte- 
riormentc la tesi da me sostenuta, giacche anche in tali contingenze si rea- 
lizza I’identico fenomeno della disintegrazione parziale o totale dell'orga* 
nismo del medium, le cui molecole di sostanza organica disintegrata {ecto- 
plasma ) vanno a integrarsi temporaneamentc intorno al « corpo fluidico » di 
un'entita estrinseca al medium ; per indi, a manifestazione finita, reintcgrarsi 
nel medium. Ricordo che nei miei commenti al fenomeno qui considerato, 
ho riferito il caso della medium Mrs. Compton, il cui corpo erasi disinte- 
grato totalmente fomendo ecto plasma a varie forme di fantasmi materialize 
zati. Ora siccome tale fenomeno risulta identico nella fattispecie a quanto 
si realizza nei casi di « asporto di pcrsone », ne deriva che la realti inec- 
cepibile del fenomeno di disintegrazione e reintegrazione del « corpo car- 
nale • nei casi di « apporto ed asporto di esseri viventi *, appare confer- 
mata dall’intera classe dei fcnomeni di « materializzazione *. 

Pervenuto a que*to punto. potrei anche arrestarmi, tenuto conto che a 
me incombeva unicamente di raflorzare con prove ulteriori di fatto, la mia 
dimostrazione sulla realta incontcsubile dei fenomeni di « asporto di esseri 
viventi », malgrado I'impotenza nostra a spiegarli. Comunque, i fenomeni 
stessi suscitano quesiti formidabili, ai quali tornera utile ed istruttivo rivol- 
gerc la nostra attenzione. Cosi, ad esempio, e ccrtissimo che dal punto di 
vista della fisiologia universitaria, irriducibilmente materialisu, secondo la 
quale la Vita c il risultato della sinergia funzionale di tutti gli organi del 



A PROPOSITO DELLE ESPERIEKZE DI MILI.ESIMO 


69 


corpo, c il pensiero. a sua volia, e funsione del cervello; sccondo tale in- 
terpreuzione della Viu, il fenomeno della disintegrazione e reintegrazione 
di un essere vivente, e inammissibile e impossibile. Ma ripeto ancora una 
volta che i fatti sono fatti, e che perdu do via inferirsene come il torto sia 
tutto della fisiologia universiuria, la quale si c limitata lino ad oggi a con- 
templare un lato soltanto del mistcro della Vita: quello visibile, tangibilc, 
meccanico della macchina vivente, senziente e intelligente; e non si c cu- 
rata alTatto d'investigare I’altro lato del grande mistero: quello del macchi* 
nista invisibile, intangibile, ma indirettamentc discemibile, il quale dirige e 
governa la macchina dopo averla costruita. Solo ai giorni nostri, in grazia 
delle indagini mctapsichiche, si e pcrvenuti a dimostrare sulla base dei fatti 
che 1/ Pensiero e la Vo/on/d sono forze organiszanli e plasticizzanH; il che 
valeva gift ad invertire i termini del postulato fondamentale della fisiologia 
universiiaria; per cui doveva dirsi che il Pensiero c la Volonti, lungi dal 
risultare funzioni del cervello, si rivelavano i fattori supemormali dai quali 
traevano origine tutti gli organisroi viventi, e i rervelli pensanti. 

A tali important* nozioni odieroamente acquisite sul mistero dell'Essere, 
debbono aggiungersi le cognizioni altrettanto saldamente acquisite intomo 
all’esistcnza immanente nell'organismo umano di un • corpo fluidico » in 
tutto identico al • corpo camale * ; « corpo fluidico • rcgolatore e domina- 
tore delle funzioni vitali, il quale appare suscettibile di separarsi tempera* 
neamente dal • corpo camale » durante le crisi di menomazione vitale negli 
individui (sonno naturalc, sonno sonnambolico, sonno medianico, deliquio, 
cstasi, coma, inalazioni di cloroformio), e di separarscnc definitivamente 
nella crisi della morte. Ripeto in proposito che I'esistcnza del « corpo Hui- 
dico • non risulta un'ipolesi meupsichica, ma un fatto accertato in base 
all'analisi comparata di un cumulo imponente di prove disparate, tutte con* 
vergenti verso la medesima diraostrazione (fenomeni di « bilocazione » nei 
viventi, e di « sdoppiamento fluidico • al letto di morte). 

Cio spiegato, torno in argomento osservando che per quanto riguarda 
il fenomeno dell’« asporto di esseri viventi », le nuove cognizioni acquisite 
intomo alia genesi della Viu e all’csistenza di un « corpo fluidico » nel* 
I’uomo, si prestano mirabilmente onde rendere concepibile il fenomeno stesso; 
giacchc se la Viu e I’lntelligenza debbono considerarsi farolta inerenti a 
un « corpo fluidico • immanente nel « corpo camale », e separabile da que* 
st’ultimo, sia temporaneamsnte durante I’esistcnza incamata. sia definitiva¬ 
mente nella crisi della morte, allora dovri inferirsene che il fenomeno della 
disintegrazione e reintegrazione di un essere vivente i possibile in quanto 
il «corpo camale • risulu una creazione della Volonti immanente nel 
« corpo fluidico » ; e cost essendo, basteri un atto di Volonti della perso¬ 
nality integrale subcosciente, o di un'entita spirituale cstrinseca, per disin- 
tegrarlo e reintegrarlo temporaneamente ai propri scopi; e la questione del- 
I’estrema delicatezza di certi organi viuli esula affatto dal quesito qui con* 
siderato, visto che se la Volonti, la quale organizza gli esseri viventi ha per 
sede il « corpo fluidico *, allora dovra inferirsene che non appena il # corpo 
camale » si troveri reintegrate alia perfezione in ogni suo organo, la Viu 
dovri riprendere come sc nulla fosse awenuto. 

Scrnpre alio scopo di aiuure a meglio comprendere il formidabile mi- 



70 


ERNESTO BOZZANO 


stcro, ricordo ancora chc nella mia monografia intitolata: « Pcnsiero e Vo- 
lonta, forze plasticizzanti c organizzanti *, si contiene un brano altamente 
suggestivo nel senso qui considerate, e che qui riproduco in parte, quale 
complemenio necessario a quanto si venne esponendo. Io cosi mi espri- 
mevo: 

« Un antico poeta inglese: Edmondo Spenser, aveva scritto in proposito 
il seguentc verso altamente suggestivo: t For soul is Form and doth the 
body make » ; e cioc, che il fenomeno qui considerate si determinerebbe 
€ perche I'anima e gia Forma, ed organizza il corpo » sulla falsariga della 
propria Forma eterica. Orbene: si rileva odiemamentc che vi sono dci scn- 
sitivi, i quali osservando una pianta in corso di germinazione, o la larva di 
un insctto. dichiarano sponuneamente, senza che nessuno abbia mai pen- 
sato a un alcunchc di simile, ch'essi scorgono intorno alia pianta in ger¬ 
minazione la forma fluidica della pianta medesima in pieno sviluppo llo- 
reale, o intorno alia larva, la forma fluidica dell'insette adulto; il chc ap- 
pare straordinariamentc interessante nel senso intuito dal poeta Edmond 
Spenser; vale a dire che le forme ftuidiche dei vegetali, degli animali e 
degli csseri umani apparirebbero con preccdcnza sulle forme organiche in 
corso di sviluppo, dimodoche per legge di affinita, le molccole di materia 
vivente sarebbero poste in grado di gravitare infallibilmentc nell'organo chc 
loro compete in virtu del modcllo fluidico esistente, in cui era gi& predc- 
terminato il punto precise in cui doveva integrarsi ogni molecola ». 

Dopo di che, io citavo nel testo quattro casi del genere, di cui mi limi- 
tero a riprodume due per la necessaria illustrazione della teoria. 

• II naturalisu inglesc B. A. Marriott scrive: « Durante una seduta con la 
medium Mrs. Dowden (Mrs. Travers-Smith), chiesc alia personalita comuni- 
cante di mia moglic, se sapeva dirmi quali erano in quel momento gli anima- 
letti da me allevati a casa. Venne risposte compiundo lenumente la parola 
« Tignuole •. Ora la circostanza curiosa sta in questo, che si trattava real- 
mente di una specie rara di «tignuole • (che la defunta non aveva ccrtamente 
mai visto durante I’esistcnza terrena), le quali erano ancora alio state di 

• bruchi » dell'cti di un mese, mentre occorrono dalle dieci alle dodici set- 
timane perche si trasformino in « tignuole *. Quando osservai alia personalita 
comunicantc che le mie « tignuole • erano ancora nella fase di « bruchi », 
essa rispose che le aveva viste alio state di « tignuole ». Dal che ne deriva 
che per la visione spirituale risulta perccpibile solunto la fase di pieno s- 
luppo del « corpo astrale >. 

In altra circostanza, chiesi alia medesima personality medianica, se un 
paesaggio a me caro sulle Dune appariva ad essa come appare a me. Venne 
risposte: « Si, ma io vedo molto di piu di quel che non vedi tu ; giacche io 
scorgo le forme di tutti i bocciuoli dci fiori e tutti i fiori che dovranno svilup- 
parsi a suo tempo *. E quest’altra risposta non fa che confermare la prece- 
dente ». 

Questi i fatti; in base ai quali risulta che nel fenomeno della Vita il 

• corpo fluidico preesiste al • corpo camale », e Io precede nel progressivo 
sviluppo, onde permettere alle molecole di sostanza vitale di accumularsi or- 



A PROPOSITO DELLE ESPERIENZE DI M 1 LLES 1 MO 7 I 

dinatamente negli organi del corpo, determinandone il graduate sviluppo, it 
quale solunto potrebbe assicurarne la relativa durala. Nei fenomeni, invece, 
delle « materializzazioni di fantasmi », e dell’* asporto di esseri viventi », il 
medesiroo processo si determina rapidissimamentc, e quindi non puo non es- 
sere effimero e di corta durala. Cio posto, dal nostro punto di visia dovrebbe 
inferirsene che nella guisa medesima in cui nei fenomeni di • materializza- 
zione > la Volontadirettrice inerente alia subcoscienza del medium, o a un’cn- 
tita spirituale di dcfunto, csteriorizza una forma-archetipo, la quale attrae a si 
le molccole deU'ectoplasma, che per legge di affinita, vanno a integrarsi negli 
organi che loro competono, creando in pochi island un essere vivente perfet- 
tamente organizzato, cosi la Volonii subcosciente od estrinseca, la quale pro- 
voca il fenoraeno della disintegrazione di un essere vivente alio scopo di 
asportarlo da una camera ermeticamente chiusa, puo ricoslituirlo rapidissi- 
mamentc in gra/ia della permanenza della forma-archetipo dell'essere disin¬ 
tegrate, la quale attrae a se le molccole del proprio ectoplasma, che per 
legge di affinita, vanno a integrarsi negli organi rispettivi che loro competono 
ricostituendo in pochi istanti il medesiroo essere vivente perfettamente orga- 
nizzato, qual era prima. Cio spiegato, a me non rimane che reiterare sotto 
forma diversa il medesiroo concetto espresso in precedenza ; vale a dire, che 
se la sede del Fattore Vita risulta il « corpo fluidico », allora dovr.i inferir¬ 
sene che non appena avvenga la reintegrazione perfetta di un organismo vi¬ 
vente disintegrato, le funzioni della Vita dovranno riprendere istantanea- 
mente come se non fosse intervenuta soluzione alcuna di continuity. 


E. B. 


Llmltl della conoscenza. 

Ristretti sono i poteri diffusi per le diverse parti del corpo; e molti 
mali vengono a turbarc i pensieri degli uomini. Earn veggono solo una 
piccola parte di una vita che non i vita: condannati a subita morte, sono 
rapid e si dileguano come fumo. Ognuno di essi si persuade solo di cio 
in cui a caso s'imbatte e, sospinto in tuttc le direzioni, si vanta di sco- 
prire il tutto: Unto c difficile che queste cose sieno viste e udite dagli 
uomini o abbracciatc dalla loro mente. Tu dunque, poi che qui sei giunto, 
•fprai non piu di quanto sia capace la mente umana, che se, do|>o aver 
colte queste cose nei profondo della mente, le contemplerai con puro 
pensiero le conoscerai per tutto il tempo nella loro integrity e ne acqui- 
sterai molte altre, giacche esse, di per sc s'accrescono per ciascun indivi- 
duo, secondo la sua propria natura. . . 

Orsu, dunque, considera, con ogni tua possa, come ogni cosa e chiara. 
Non avere nella visU maggior liducia che neH’udito, nc fidarti all'udito 
risuonante piu che alle chiare testimonianze del gusto e non rihuur fidu- 
cia ad alcuno degli altri organi per i quali e’e una via di conoscenza, ma 
considera ogni cosa. Contempla con I'intelletto. 


Empkdoclf.. 



DA rivis'Te e giornau 


1 33 


II fluido umano. 

Rene Sudre ha pubblicato in /> Journal del 2 gennaio 1029 I’articolo: 
Un iidcle d‘experience* et d‘illusions sur le fluid* humain. 

Questo scritto, interessante come luito cio che c opera del Sudre, riassu- 
me brevemente le esperienze compiute sino ad oggi per accertarc I'esistenza 
di • radiazioni > umane — dal « fluido magnetico > del Mcsmer alle • radio- 
ondc cerebrali » del Cazzamalli. A propositodi quest'ultimo, le cui ricerche 
sono ben note ai lettori di Luce e Ombra, egli strive testualmenle: « I ra- 
dioelettricisti, che conoscono le fantasie di queste onde, non hanno preso 
sul serio la nuova scoperta ». Osserviamo en passant che I'aflermazionc con- 
trasta alquanto con la seriehi e con la larghezza, invert- lodevoli, con le 
quail la Revue Metapsychique, di cui il Sudre fu magna pars, ha ospitato gli 
scritti del Cazzamalli e le discussion* che ne seguirono (cfr. Revue cit., 1925, 
n. 4, p. 215 ; n. 5. p. 326 segg. ; 1927, n. 3, p. 100; n. 4, p. 290). Ci sia 
lecito, ad ogni modo, richiamare 1‘atlenzione dei radiotecnici sulla necessity 
che essi (ed in particolare lo special ista che coadiuvo il Cazzamalli nclle sue 
esperienze) dichiarino una volta per tuttc che le • radiazioni • registrate non 
possono essere attribuitc a cause estrinseche, come interferenze osimili; e 
che, anche dal punto di vista della radiotccnica come tale, le aflermazioni 
del Cazzamalli meritano conferma. Questo diciamo, beninteso, non per ne- 
gare o anche soltanto per dare con riserva la nostra liducia al Cazzamalli, 
ma alfinchc non possano piu sussisterc dubbi, da chiunquc espressi, sulla 
positivity delle esperienze in questione, e alfinchc gli stranieri, soprattutto, 
non debbano considerate come inconcludenti e prive di valore. 

L'articolo del Sudre, a parte quanto si rifcrisce al Cazzamalli, rivela un 
diffuse pcssimismo circa la possibility di accertare e di studiare il supposto 
« fluido > (anche il termine « illusions >, del titolo, v singolarmente scet- 
tico...). Troppo lungo sarebbe esporre i motivi per i quali noi non condi- 
vidiamo i dubbi del Sudre; ci basti ricordare: le interferenze, diflicilmcntc 
negabili, dei fattori causali nell'ipnosi — le esperienze del de Rochas (ram- 
mentate solamente di sfuggita nell'articolo del Sudre), ecc. Tali fatti, che 
citiamo ad uso esclusivo di sperimentalisti come il Sudre, non hanno del 
resto alcuna speciale importanza agli occhi di chi, come noi, sia, per molti 
motivi di altro ordine, convinto della possibility di sviluppare e di controllare 
un’azione diretta dcH'uomo, al di fuori dei « sensi » ordinari. sulla realty 
empirica. 

E. Servadio. 


L'eco delle " vocl dlrette In Italia. 

La maggior parte del numero di Gennaio-Marzo della Psychic Science c 
consacrata alle sedute, nclle quali il Marchese C. S. e la Signora Fabienne 
Rossi, fungenti da < medium • principals e Cristo d"Angelo da Guida in- 
visibile, si sono avute quelli potenti manifestazioni di personality e di energic 
spirituali che i lettori di « Luce e Ombra * in gran parte conoacono, per 
cui il contributo dell'Italia alle ricerche metapsichiche torna ad essere alta- 
mente apprezzato all'estero, ricongiungendosi al periodo aureo della Eusapia 
PaJIadino. 



DA RIVISTE E GIORNALI 


•34 

La direzione della Rivista, nel presentare il ricco materiale preparato con 
la collaborazione dei vari partecipanti alle scdute, specie dalla Sig.a Gwen¬ 
dolyn Kelley Hack, da Miss E. M. Bubb, e dal Prof. Bozzano, fa notare, 
con una nota di rimprovero per i suoi connazionali, che il contributo re- 
cente dato dal I'Italia e suto a torto trascurato, e che uno dei piu potenti 
argomenti in favore dello € Spiritualismo > e la coerenza dei fenomeni in 
tutte le parti del mondo. 

La Direzione fa anche rilevare, che « Cristo d’ Angelo - si era gia ripetu- 
Urnente manifesuto nel gruppo delle «guide » di Valiantine, e che esso di 
qui sciamo coi nuovi proseliti per fondare il gruppo genovese. Dennis 
Bradley fa anche osservare, che in ultima analisi se il Prof. Bozzano ha 
potuto avere una si splendida opportunity di studiare con la sua unica com- 
petenza e autorita il lenomeno della « voce diretu », ci6 t dovuto al ca- 
suale incontro da lui avuto col Valiantine in America nel 1925. 

La Signora G. Hack, nella sua introduzione alia gencsi del gruppo c 
ai suoi componenti, pone fra altro in rilievo, che i lenomcni sono dovuti, 
non solo all'organismo individuale del « medium », ma al contributo spe- 
cifico dato dai partecipanti ai vari fenomeni di « voci », di «apporti», ecc., 
o quali serbatoi di forza: Ulche se in un gruppo regolarmente costituito 
I’uno o I'altro vengano a mancare, il lavoro delle intelligenze disincarnatc 
puo restarne seriamente ostacolato. 

II Signor Paolo Rossi ci fa assistere, nella sua rclazionc, alia nascita del 
gruppo genovese come gruppo autonomo, con Cristo d’Angelo per guida, 
riferendo della seduta del 10 Aprilc 1927 tenuta nella sua abitazione a Lon- 
dra, e intercalata tra la 2“ e la 3* seduta tenuta dal Marchcse C. S. col 
Bradley e Valiantine. Segue la relazione, estesa dallo stesso, delle scdute 
tenute dal nuovo gruppo a Genova il 22, 26, 31 Maggio 1927, e 2 Giugno, 
nella forma di lettere informative al Sig. Bradley. Tra i fenomeni pitk no- 
tevoli di queste quattro sedute troviamo: il preannunzio dell'insuccesso del- 
I'arrivo di De Pinedo, e dell’arrivo di Lindbergh a Parigi, latto da Cristo 
d’Angelo; la manifesuzione della madre della Marchesa ; alcuni apporti, ecc. 
Segue un articolo di E. Bozzano. riprodolto dal « Light » di Fcbbraio 1928, 
e la relazione delle sedute di Millesimo nel Luglio 1927, c scg. (gia rife- 
rite da « L. e O. •); quindi I’articolo di commcnto ed illustrazione del 
Bozzano stesso, il resoconto di altre sedute tenute a Millesimo nell'cstate 
1927. e di nuovo un lungo articolo di comraento del Bozzano. 

Lo studio sulla « Voce diretu in Iulia > e illustrato dal ritratto del pro¬ 
fessor Bozzano. del Marchese C. S. e di Madame Fabicnne Rossi; nonche 
dalla riproduzione di un’ala del porticato del Castello di Millesimo e di 
due spade « apportale ■ durante le sedute ivi tenute. 


Hsperienze tclepatiche. 

Vi sono due sorU di esperimenti di trasmissioni telepatiche di pensiero; 
I’una volontaria che avviene ad un tempo prestabilito, con Tattenzione co- 
sciente del mittentc e del riccvente: c l’altra spontanea, assai piu importante 
per il contributo che essa reca alia tcoria generale che ogni individuo tra- 
smetta e riceva insieme radiazioni di pensiero ad ogni istante, che awiene